Canapa: dalla pianta al tessuto

Oggigiorno sentiamo parlare sempre di più circa l’importanza che sta acquisendo il trend della sostenibilità ambientale. In un mondo dove il cambiamento climatico e l’inquinamento non sono più questioni lontane, ma caratterizzano la vita di tutti i giorni, pensare ad un processo produttivo che sia ecosostenibile, partendo dalla scelta della materia prima, dovrebbe diventare non … Continued

tessuto di canapa misto a cotone

Oggigiorno sentiamo parlare sempre di più circa l’importanza che sta acquisendo il trend della sostenibilità ambientale. In un mondo dove il cambiamento climatico e l’inquinamento non sono più questioni lontane, ma caratterizzano la vita di tutti i giorni, pensare ad un processo produttivo che sia ecosostenibile, partendo dalla scelta della materia prima, dovrebbe diventare non una delle scelte opzionali, ma una delle principali. Ecco perché anche Tessitura Monti ha scelto di abbracciare un approccio sostenibile nella produzione dei tessuti partendo dalle materie prime. Una di queste è la canapa. Andiamo ad approfondirne insieme le caratteristiche, l’utilizzo e la storia di questa fibra tessile.

La canapa, una fibra tessile naturale.

La canapa è una fibra tessile naturale estratta dall’omonima pianta erbacea della specie cannabis sativa, una pianta che fiorisce in aree caratterizzate da climi temperati, anche se è in grado di adattarsi alle situazioni climatiche più disparate. Le zone tradizionali della sua coltivazione si trovano in Asia, in Italia, in Francia e in Russia.

La pianta della canapa è una pianta erbacea, che si distingue per le seguenti caratteristiche: la sua durata è annuale, il fusto è eretto e presenta delle ramificazioni nella parte più alta. Inoltre, la sua forma è cilindrica e la sua natura dioica, ciò significa che esistono delle piante di sesso femminile e altre di sesso maschile.

Uno dei suoi punti di forza consiste in una crescita rapida di fatto in soli tre mesi raggiunge un’altezza da 2 a 5 metri a seconda della varietà, oltre ad avere un’altissima resa di fibra estratta per ettaro di terra coltivata. Dal momento che attira pochi parassiti non necessita l’uso di pesticidi, diserbanti né fertilizzanti e per questo quella ottenuta dalla canapa è considerata una fibra tessile ecologica.

Il ciclo di vita della pianta di canapa si suddivide principalmente in due periodi: quello della semina, che avviene nelle stagioni invernali e quello della fioritura, che avviene nelle stagioni estive. Una volta fiorita la pianta si può decidere se raccoglierla subito, così da destinarla per la produzione delle fibre tessili, oppure se aspettare una completa maturazione, così da attendere la formazione dei semi, utilizzati per usi diversi da quello del settore tessile.

Il viaggio della canapa, dalle prime civiltà asiatiche e medio orientali ai giorni d’oggi.

La canapa vanta una storia tanto antica, quanto affascinante. I suoi primi utilizzi sono stati attribuiti alle prime civiltà comparse in Asia, in Medio Oriente e in Cina, proprio per essere una tra le fibre naturali più resistenti. Infatti, celebre fu la scoperta fatta in un villaggio cinese appartenente all’epoca neolitica, da attribuire ad Andersson J.G. e alla sua squadra di archeologi, relativa a dei vasi di argilla decorati con delle corde di canapa.

Questa fibra venne utilizzata anche per la realizzazione dei primi tessuti destinati ad utilizzi svariati: dall’abbigliamento, al confezionamento delle prime scarpe, a stoffe destinate per un impiego domestico.

L’utilizzo della fibra di canapa in Europa iniziò a prendere il sopravvento nel diciottesimo secolo, legato alla produzione di tessuti destinati alla creazione delle vele e delle corde per le flotte navali. In maniera predominante la canapa venne sfruttata dalle Repubbliche marinare italiane, oltre ad essere molto apprezzata anche dalla corte inglese, già dal sedicesimo secolo, per le sue caratteristiche di robustezza e praticità.

Per anni le piante di canapa vennero tagliate e raccolte a mano dai coltivatori, operazione che non solo richiedeva un impiego fisico intenso e dispendioso di energia, ma aveva anche un elevato costo economico. Per ovviare a queste problematiche, nel corso dei secoli, vennero progettate delle macchine capaci di sostituire il lavoro effettuato dalla manodopera, tagliando i costi ed i tempi di lavorazione. Preziosi macchinari che tutt’ora vengono utilizzati.

Da citare l’impiego di questa materia prima anche nella produzione della carta, tramite lavorazioni che sono meno inquinanti e costose, proprio per le caratteristiche intrinseche della stessa.

La canapa, una fibra tessile che è amica dell’ambiente.

Recenti ricerche hanno evidenziato ulteriori caratteristiche ancora più speciali di questa meravigliosa pianta. Ben note sono la resistenza e la robustezza. Inoltre, è emerso che i tessuti di canapa riflettono i raggi UVA, schermano da campi elettrostatici, ed essendo cattivi conduttori elettrici non irritano la pelle, in quanto anallergici ed antisettici. In aggiunta, se lavati correttamente, acquisiscono a mano a mano una maggiore morbidezza.

Ma la caratteristica principale è il suo essere una fibra ecosostenibile. Di fatto la pianta di canapa ha la capacità di purificare il terreno nel quale è coltivata, assorbendo importanti quantità di metalli pesanti e restando immune dalla loro tossicità. Ciò significa che le sostanze assorbite si riversano all’interno delle foglie, non andando ad intaccare le fibre. Inoltre, è possibile coltivare più volte una stessa pianta sullo stesso terreno senza impoverirlo, ma addirittura rendendolo più fertile di prima. Detto ciò, è molto importante sottolineare anche il fatto che le piante di canapa richiedono un utilizzo di acqua che è nettamente inferiore rispetto ad altre piante utilizzate nel settore tessile.

Per concludere questo paragrafo vogliamo citare un’altra caratteristica che rende la canapa una materia prima davvero interessante, ovvero la versatilità che si può ottenere da questa fibra: è possibile lavorarla a seconda della necessità della sottigliezza che si vuole conferire al filato, andando così a sostituire l’utilizzo di altre fibre più inquinanti.

Gli impieghi della canapa nel settore tessile.

Dopo aver analizzato le principali caratteristiche della canapa e la sua storia affascinante, andiamo a scoprire quali siano gli utilizzi più comuni nel settore tessile di questa preziosa risorsa.

Come abbiamo accennato nel paragrafo precedente, la fibra tessile della canapa si presta molto bene nelle diverse lavorazioni proprio per la sua versatilità. Può essere utilizzata in distinte titolazioni e per generare disparati effetti, anche se, per la sua natura meno morbida di fibre quali possono essere le sete o i cotoni, risulta essere perfetta nelle creazioni di tessuti destinati ad un utilizzo casual.

Ne risulta interessante destinarla per il confezionamento di capi d’abbigliamento informali, freschi e adatti alle stagioni primaverile ed estiva, anche per essere una fibra decisamente traspirante. Oppure può essere utilizzata nella realizzazione di articoli di arredo della casa, come le tovaglie.

Tessitura Monti propone nuovi tessuti realizzati unendo il cotone con la canapa per un look casual e ricercato. Effetti fiammati generano aspetti in rilievo, cordonature e superfici tridimensionali: i disegni sono personalizzabili con possibilità illimitate di colori. I tessuti così realizzati sono perfettamente traspiranti ed il loro utilizzo spazia dalla camicia informale all’over shirt, esaltandone la versatilità a seconda dell’outfit desiderato.   

Per scoprire come abbiamo utilizzato la canapa rimani sintonizzato per conoscere tutte le novità della nuova collezione.